
ASSEMBLEA
ANNUALE 2010
RELAZIONE MORALE SULL’ATTIVITà DELLA SEZIONE
Il 2009 conferma il consolidamento dello stato della nostra sezione, nei positivi sviluppi degli ultimi anni. Questi, d’altra parte, costituiscono il frutto dell’impegno del corpo sociale nella sua interezza, pur nei modi diversi in cui ciascun socio tale impegno esprime, secondo la posizione in cui si colloca: come animatore della vita sociale, come testimone attivo del legame col sodalizio, come responsabile del direttivo ecc.
Rileviamo che al 31 dicembre 2009 i nostri soci sono 194, dopo essere stati 193 nel 2008 e 161 nel 2007. Dopo la netta crescita dell’anno precedente si rileva una stazionarietà, tuttavia soltanto apparente. Infatti nell’anno trascorso vi è stata una singolare compensazione fra una quantità di cessazioni e un flusso particolarmente vivace di nuove iscrizioni. Questo flusso, che va continuando nell’anno corrente, promette di portarci presto al traguardo dei 200 soci, se non addirittura di superarlo.
Se consideriamo la situazione patrimoniale, si rileva che il 2009 si è chiuso con il giusto equilibrio fra le entrate e le uscite che peraltro, singolarmente prese, ben si accordano con l’accresciuta vitalità della sezione.
A parte la situazione patrimoniale, di importanza fondamentale per
qualunque associazione, per il nostro CAI Messina il migliore sostegno si
conferma essere l’entusiasmo presente nei soci, direttamente riconducibile ad
un interesse generalizzato per le attività che svolgiamo.
Questi risultati, oltre che costituire motivo di compiacimento per tutti coloro che hanno contribuito a determinarli, comportano un preciso impegno per chi continuerà a lavorare per la sezione: per farne tesoro, in una città in cui è difficile coltivare il senso dell’associazionismo, e per rispondere, con reciproca soddisfazione, alle aspettative dei numerosi soci nuovi che andiamo acquisendo.
Rimanendo tra gli obiettivi primari della nostra sezione, oltre che quello di propagare un approccio qualificato alla montagna, anche quello di coinvolgere il maggior numero possibile di soci nell’organizzazione di attività che alla montagna comunque si ispirino – più che rimanerne semplici fruitori –, constatiamo che il 2009 ha continuato a portare risultati positivi in questo senso. Anche in quest’anno, infatti, si è avuto il contributo di un largo numero di soci, specialisti o semplici estimatori, nella proposta e nell’attuazione delle diverse attività del programma annuale.
L’attività escursionistica ha visto
– durante tutto l’anno, senza interruzioni – l’avvicendarsi consueto di uscite
di vario genere (per più di 60 giornate, con una partecipazione media di 30
persone e con punte che hanno raggiunto e superato le 60 persone). Diverse di
queste uscite si sono svolte nel contesto di trasferte di più giorni.
Si è avuta una buona variabilità riguardo alla difficoltà e alla
lunghezza dei percorsi. Di modo che tutti i soci, allenati e meno allenati,
hanno potuto di fruire di parecchie delle uscite in programma, nell’intero
corso dell’anno.
Se, da un lato, si è continuato ad
incentivare l’escursionismo promozionale tipico delle “Escursioni dietro la
porta di casa”, dall’altro lato si è confermato l’interesse per formule più
impegnative, come l’escursionismo in ambiente innevato, effettuato con l’uso di
racchette da neve, ovvero il torrentismo, nella forma semplificata di
progressione sui letti rocciosi delle nostre fiumare. Ulteriore impulso ha
avuto l’escursionismo inteso come recupero di vie segnate dalla storia,
praticato sulle regie trazzere, attraverso quelli che erano i possedimenti di
antiche comunità monastiche, per le vie di comunicazione tra vecchi
insediamenti montani oggi abbandonati.
Le località toccate dalle nostre
escursioni sono state, in parte, quelle consuete e universalmente apprezzate
dei vicini Monti Peloritani, con uscite più o meno impegnative: Santo Stefano
di Briga, Monte Cavallo (di Mandanici), Montagna Grande, Rocca Timogna,
Castelmola ecc. Inoltre molto si è spaziato sui Nebrodi e sull’Etna: col
trekking di più giorni terminato alle Case di Mangalaviti, con le lunghe
traversate dalle parti del Biviere di Cesarò e tra i boschi di Caronia, con la
scalata al Pizzo Inferno (sopra Randazzo), con la traversata da Monte Baracca a
Piano delle Concazze, con la discesa dalla Montagnola a Zafferana, con la
traversata da Etna sud a Etna nord, col tradizionale trekking dell’Immacolata
con appoggio presso i rifugi di Monte Santa Maria e Monte Scavo.
Un’esperienze nuova e particolare
si è offerta a maggio col “Trekking sulle tracce dei monaci Basiliani”, due
giorni di marcia partendo dal comprensorio di Mandanici e terminando nella
valle dell’Agrò, con pernottamento nell’antico convento di Badia, ospiti della
rinata reggenza ortodossa che lo ha riportato al culto.
Dopo tanti anni siamo tornati alla
Rocca Busambra, cogliendo con ciò l’occasione per un cordiale incontro con
alcuni soci della sezione di Palermo, che hanno gradito accompagnarci.
Alcune escursioni le abbiamo svolte
in Calabria, concentrandoci sull’area grecanica: Bova, Casalnuovo, le cascate
dell’Amendolea.
La Settimana Verde in Ciociaria e
in Abruzzo ci ha portati in luoghi alternativi alla tradizione alpina e
tuttavia ricchi del fascino della montagna, stemperato da quel certo calore
tipico dell’ambiente pastorale del centro Italia.
Un’altra sfida alla tradizione è
stata la trasferta sull’Isola di Capri, effettuata alle porte della stagione
invernale, cioè ai primi di dicembre. Si è così dimostrato che a noi del CAI
Messina le sfide piacciono, data la partecipazione di un buon numero di soci,
appagati non solo dell’atmosfera piacevole ed esclusiva di questa isola, ma
anche dall’affascinante scalata al suo
Monte Solaro che – staccandola dal mare che più le appartiene – la
avvicina meravigliosamente al cielo.
L’attività sci, in particolare nella
specialità del fondo-escursionismo, ha beneficiato di una situazione nivologica
nel complesso favorevole che, nonostante l’incostanza dei manti nevosi ormai
quasi cronica delle nostre regioni, ci ha consentito di spaziare dall’Etna ai
Nebrodi e alla Grande Sila (qui per l’ormai tradizionale nostra partecipazione
alla Granfondocai, con la sezione di Cosenza).
L’alpinismo si è
affiancato alla pratica escursionistica, in qualche caso in cui gli ambienti in
cui questa si è svolta erano adeguati per consentire anche questo genere di
esperienza, più impegnativa. Tale è stato il caso delle uscite alle alte quote
dell’Etna, in presenza di ghiaccio
Rimane sempre aperta la
scommessa per la mountain bike, grazie alla dedizione di quei pochi soci che vi
si dedicano con continuità. Comunque, il fatto che questa disciplina,
recentemente, sia stata inclusa fra quelle istituzionali del CAI, ci incoraggia
a perseverare ancora, sperando in sviluppi futuri.
Per quanto attiene
l’attività culturale, l’interesse dei soci e degli altri estimatori della
montagna a noi vicini è stato coltivato seguendo gli schemi, dimostratisi
validi, degli anni passati. Nel 2009, oltre a conferenze su varie tematiche di
interesse generale, più di una ne è stata dedicata alle rievocazioni del
terremoto del 1908. Un vero e proprio “ciclo”, inauguratosi con una performance
artistico/rievocativa realizzata dal nostro socio Paolo Ullo e interpretata dai
giovani di Santo Stefano di Briga cui hanno fatto seguito serate di conferenze
condotte da esperti in campo scientifico e storico.
L’attività culturale,
peraltro, è stata punteggiata da diversi “incontri del martedì”, dedicati
specificatamente alla montagna. Supportati da proiezioni di film, per la serie
“Esperienze per immagini”, e dalla lettura di brani da opere letterarie, per la
serie “La Montagna, esperienze e racconti di autore”. Questi incontri del
martedì hanno confermato di interessare un buon numero di soci (ed anche di
simpatizzanti intervenuti nelle diverse occasioni), tanto da incoraggiarci a
consolidare un “genere” da inserirsi sistematicamente nelle nostre
programmazioni future.
A conclusione
dell’attività culturale, a fine novembre, abbiamo tenuto l’incontro sul tema
“Montagna e religioni”, col contributo specialistico di un gruppo di giovani
studiosi invitati appositamente i quali, con vera passione, ci hanno mostrato
le diverse prospettive con cui questo tema si sviluppa guardando all’esperienza
umana universale.
Un’attività, quella culturale, che si conferma ancora come efficace strumento “proiezione all’esterno”, utile per diffondere nell’ambiente cittadino la conoscenza del CAI Messina quale sodalizio dalle radici antiche che esprime, attraverso la frequentazione della montagna, un modo qualificante e speciale di porsi nei confronti della natura e dell’ambiente che ci circonda.
L’attenzione verso il
mondo giovanile si è sostanzialmente incentrata su una serie di incontri con la
scuola, con “lezioni” di ambiente e di pratica escursionistica tenuti sul
campo, con uscite sui Peloritani
vicini.
Accanto al nostro
programma delle “Attività Sociali”, prodotto con il solito stile e distribuito
alla vigilia del nuovo anno, rilievo ha avuto il lancio dell’ottava edizione
del nostro “calendario fotografico”, dedicato per il 2010 ai vulcani come
elementi caratterizzanti della montagna siciliana.
Messina, 29
giugno 2010
Il Presidente
Vincenzo Ragonese